Profiel van mariannaIL MIO ANGOLO DI CIELOFoto'sWeblogLijstenMeer ![]() | Help |
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26 juni DIMMI CHE NON VUOI MORIRE
Guarda Io sono la sola ormai Credi Non c’è più nessuna che Quando chiedi troppo e lo sai Quando vuoi quello che non sei te Ricordati di me Forse non mi credi La cambio io la vita che Non ce la fa a cambiare me Bevi qualcosa? Cosa volevi? Vuoi far l’amore con me? La cambio io la vita che Che mi ha deluso più di te Portami al mare Fammi sognare E dimmi che non vuoi morire Dimmi sono solo guai per te? Dimmi Ti sei ricordato che.. hai una donna che se non ci sei Come fa a restare senza te? Piangi insieme a me Dimmi cosa cerchi.. La cambio io la vita che Non ce la fa a cambiare me Bevi qualcosa Se non ti siedi Vuoi far l’amore con me? La cambio io la vita che Che mi ha deluso più di te Portami al mare Fammi sognare E dimmi che non vuoi morire… 21 juni ECCESSO DI AMORE
La mia maestra Reiki dice che la mia costante sofferenza è causata da un eccesso di amore…e io che ero convinta di non saper amare… Credo che abbia un po’ ragione, tutte le grandi sofferenze della mia vita erano legate all’amore, esaurimento compreso, dice che amo troppo e troppe persone, è anche vero…io amo le persone, non riesco a stare da sola come dice Ila, ma come faccio a stare da sola se ho tutto questo amore da dare? Mi dicono che io dico TI Amo dopo troppo poco tempo, che non si può sapere con certezza se si ama o meno una persona, ma come posso non amare le persone? Tutti, indistintamente, uomini e donne, coi loro pregi e i loro difetti a volte troppo evidenti, con i loro valori e le loro stramaledette paranoie assurde…io voglio bene alle persone, sia che mia abbiano fatto del male o che mi abbiano fatto gioire, sia che mi trattino male insultandomi o che mi portino a passare la serata più bella della vita… ho la necessità di condividere, di trasmettere la mia gioia, ma anche la mia frustrazione, la mia sofferenza, il mio amore alle persone che mi circondano…non è per necessità di parlare, di sfogarmi, ma di condividere, di rendere partecipi, poi magari quando sono troppo felice vedo una punta di invidia negli occhi di chi ascolta, e mi dispiace, perché io non lo faccio per vantarmi, ma per condividere una gioia così grande…non lo so, a volte faccio fatica a trovare le parole adatte per esprimere il mio concetto di Amore Universale, cavolo è frustrante….l’amore per la terra, per il cibo, per l’acqua, per l’aria che respiriamo, per i propri genitori, per gli amici, per il compagno, per il fattorino che ci porta il pane ogni mattina, per la barista che tutti i giorni ci fa il caffè, per l’insegnante che con tantissima pazienza tenta di farci entrare in testa un concetto per noi impossibile da capire. L’amore per tutto e per tutti. L’amore è molto più grande di noi, di tutto quello che viviamo, della nostra stessa vita. L’amore è quell’energia che dirige il mondo, altro che l’economia, l’amore smuove gli animi, fa muovere le masse, per esempio l’amore per la musica…l’amore per il cinema, il teatro, la patria, l’amore ci fa fare km per incontrare qualcuno, per vedere un amico, per un bacio….facciamo km per l’amore per il mare o per la montagna, per la natura…l’amore che ci lega alla nostra terra, l’amore che ci fa tanto sognare, che ci fa soffrire per la lontananza… l’amore universale è quello che ci lega alle nostre origini, alle nostre radici, alla terra…non voglio trasformarmi in una sacerdotessa della Grande Madre, non sia mai, non ne avrei le capacità, non voglio essere una predicatrice della forza dell’amore, non vorrei che qualcuno travisasse le mie parole. Volevo solo esprimere un concetto che mi sta molto a cuore, metto in preventivo di non essere capita. Normale. Come quando ho scritto dei valori della vita è le frivolezze mi è stato detto “ma anche tu fai shopping” della serie devo commentare perché sono un maledetto grafomane e di conseguenza devo lasciare una firma nel tuo blog….e che cazzo… Io amo molto, moltissimo, tutti anche gli ex che mi hanno mollato, anche quelli che ho mollato io, amici che non vedo da secoli, quelli che vedo ogni giorno, quelli che ci sono e quelli che spariscono, quelli che chiamo e quelli che mi chiamano. Amo amo amo…ogni persona in maniera diversa, l’amore che mi unisce a molte persone si manifesta in tanti modi diversi, in un saluto, in un messaggino a mezzanotte per augurare la buonanotte in un “ciao, come va?”, in un sorriso, in un incontro, perché l’amore è vita, perché l’amore è la mia vita. Lo ritrovo nella musica, nell’aria, nel cibo, nei sorrisi, nella tristezza, nella terra che calpesto ogni giorno, nel profumo dell’erba appena tagliata, nella sabbia sotto ai piedi nudi, nel profumo del pane caldo, nell’odore della pelle, nel sapore di un bacio, nella luminosità di un paio di occhi che mi guardano e incrociano il mio sguardo, nelle nuvole che nel cielo formano disegni che vedo solo io, nei miei sogni, nelle emozioni belle o brutte che siano, il mio concetto di amore mi risulta difficile da spiegare, mi ha aiutato molto l’ultimo libro che ho letto, “la strega di portobello” di Paulo Coelho, “l’amore arriva, si insedia e dirige tutto. Solo le anime forti rilasciano trasportare” forse sono un anima forte, forse non lo sono, chi lo sa. Ma io amo, sempre, con tutta me stessa e mi lascio travolgere dalle mie emozioni, dal mio amore. Io amo. COME QUANDO... Se leggera ti farai
io sarò vento per darti il mio sostegno senza fingere se distanza ti farai io sarò asfalto impronta sui tuoi passi senza stringere mai. Se battaglia ti farai io starò al fianco per darti il mio sorriso senza fingere se dolore ti farai io starò attento a ricucire i tagli senza stringere mai. FUORI È UN GIORNO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE COME QUANDO RESTI CON ME
FUORI È UN MONDO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE COME QUANDO RESTI CON ME.
Se innocenza ti farai io sarò fango che tenta la tua pelle senza bruciare. Se destino ti farai io sarò pronto per tutto ciò che è stato a non rimpiangere mai. FUORI È UN GIORNO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME
FUORI È UN MONDO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME.
Fuori è un giorno… fragile fuori è un mondo… fragile. Fuori è un giorno… fragile fuori è un mondo… fragile. FUORI È UN GIORNO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME
FUORI È UN MONDO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME.
FUORI È UN GIORNO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME
Fuori è un giorno…fragile Fuori è un mondo… fragile Fuori è un giorno…fragile Fuori è un mondo… fragile a volte ci si sveglia con una canzone in testa, oggi mi sono svegliata con questa e non riesco a liberarmene...forse perchè descrive un po' i miei desideri, le mie sensazioni, la musica mi fa semrpe questo effetto, ascolto una canzone, la faccio mia e parla di me, parla di quello che vorrei, dei miei desideri, delle mie mancanze, delle mie scuse.
in fin dei conti ci piace, questa canzone ci piace.
19 juni PUNTI DI VISTAPUNTI DI VISTA, ANGOLAZIONE, OTTICA, VISUALE, PROSPETTIVA Il nostro modo di vedere le cose cambia a seconda della loro distanza da noi,dicono…cambia anche a seconda del nostro stato d’animo, cambia di persona in persona, insomma, non è uguale per tutti. Ogni persona osservando un quadro focalizza la propria attenzione in un punto, un particolare, un dettaglio, ognuno ne vede uno diverso, lo stesso accade con le parole, quando leggiamo qualcosa ci ricordiamo una parola piuttosto che un'altra, un concetto che per noi è di vitale importanza e che magari non lo è per lo scrittore e ci dimentichiamo di un concetto che magari per lo scrittore è di vitale importanza. Questo accade soprattutto quando, leggendo, non cerchiamo di capire dove volesse arrivare l’autore, ma cerchiamo di dare un nostro personale significato alle sue parole, a volte si dovrebbe leggere mettendoci nei panni di chi scrive. Cercando di modificare il nostro punto di vista e dare un ‘interpretazione obiettiva…sbaglio? Spesso chi legge tende a “leggere tra le righe” certo, se fosse una lettera indirizzata a chi legge, sì ci può stare, ma non sempre c’è un significato nascosto in tutto quello che leggiamo, non sempre in un concetto se ne trova un altro nascosto, non sempre quello che si legge si riferisce a qualcuno o qualcosa in particolare. Sono punti di vista, questi sono i miei, come nell’intervento precedente, ho visto che alcuni si sono impuntati sulla prima metà dell’intervento, che sì, indicava una mia sequela di lamentele su vari fatti e persone accaduti in passato e di recente, persone che non fanno più parte della mia vita e persone che ancora ne fanno parte, persone che non ne faranno più parte probabilmente, le persone cambiano e con loro anche i rapporti e le amicizie, è normale, capita. Nell’intervento di cui sto parlando, a mio parere (indiscutibile visto che è una creazione della mia mente), la parte più importante e quella che io vorrei condividere è la seconda metà, dove parlo di me e di quello che sento. Sono un po’ delusa dall’effetto che hanno fatto le mie parole su qualcuno piuttosto che su qualcun altro, e sinceramente il mio non voleva essere un “metto in dubbio i miei amici perché si sono comportati male con me” questo è quello che qualcuno ha capito, ma era un appello, una cosa che mi ferisce e mi spaventa, essere riuscita a sviscerare un mio problema capendo da cosa sia scaturito…a me interessava quello, il mio era un “hei…sto soffrendo per questa cosa…aiuto” questo è il mio punto di vista e chiedo a chiunque che sia rispettato in quanto tale. Sono libera di pensare, scrivere, dire e fare quello che mi sento, questo è il “MIO spaces” e parla di me o degli argomenti che interessano a me, non devo sentirmi in colpa per quello che scrivo se è quello che penso, non devo giustificare le mie parole perché qualcuno si è sentito ferito, non me ne frega una beata mazza. A volte parlare con le persone non serve assolutamente a niente quando non capiscono dove si vuole arrivare o quando focalizzano la loro attenzione su se stesse, come se il MIO blog parlasse di loro, ma cazzo parla di me, è MIO! Questo blog, che adoro e detesto allo stesso tempo, è il mio modo di sfogarmi attualmente, visto che non mi va di parlare, è il mio grido silenzioso, sono le mie parole mute che devo togliere da dentro di me e riversare nel mondo per sopravvivere…è MIO,MIO, MIO e soltanto MIO. È la mia valvola di sfogo, è il mio centro del mondo dove convogliano le mie energie, è la mia lavagna dove scrivere cuori e fiori quando sono triste e dove mandare a fanculo quando sono incazzata, dove scrivere le mie impressioni sul mondo, su quello che mi circonda su chi e cosa fa parte del mio piccolo mondo, mi serve per tentare di capire quello che è dentro di me, quel bagaglio emozionale che in questo m omento vedo come un filo ingarbugliato che non arriva da nessuna parte, e più si tira il filo per districarlo più si ingarbuglia, è comunque il mio filo di pensieri ed emozioni, è la mia visione della realtà, è il mio blog. Vorrei che fosse rispettato, se non si vuole rispettare me almeno che si rispettino le mie parole ed il mio spazio. 12 juni ELUCUBRAZIONI ED ESPIAZIONI MOMENTANEE
IMPOTENZA: vc.dotta, lat impotentia,(m), comp di inneg. e potentia, da posse “potere”. s.f. 1 l’essere impotente /stato in cui si trova chi è impotente: l’- dell’uomo davanti alla morte / ridurre qc all’-, metterlo nell’impossibilità di fare q.c., di nuocere, di intervenire e sim. SIN. Debolezza. 2 (med ): – sessuale, per anton. – incapacità dell’individuo adulto di compiere il coito o a generare. Incapacità, fiacchezza, inettitudine, inefficacia, inutilità, inadeguatezza, sterilità. Il senso d’impotenza che spesso provo mi porta a fare degli sforzi vani, atti solo a tentare di migliorare una situazione che non ha intenzione di migliorare per mia mano, ma grazie a se stessa ed al tempo che trascorrendo porterà inevitabilmente a dei cambiamenti significativi. Questa sensazione profonda eppure effimera che spesso provo, specialmente in questo momento, mi lascia senza fiato, senza forze, senza energie, senza nessuna voglia di reagire, senza la possibilità di risolvere questo qualcosa che mi sta schiacciando, senza riuscire ad uscire da uno stato di nebulosa inettitudine di fronte all’immensità della vita. A volte ci si trova di fronte a scelte che non possiamo fare senza pensare a ciò che ci attornia, senza poter dimenticare i nostri precedenti impegni, senza non poter fare a meno di considerare le persone che per noi sono importanti e per le quali vorremmo essere importanti. Esempio: vorrei prendere e partire, non posso farlo perché ho delle visite mediche alle quali non posso mancare e che non posso nemmeno rimandare visti i precedenti…oppure: vorrei trovarmi un lavoro anche solo per l’estate, ma non posso farlo per vari motivi, tra i quali, parere del medico curante, precedenti impegni che vorrei rispettare, possibilità di poter partire anche solo per un mese con un altro lavoro…insomma, non posso…questi sono esempi che possono essere banali, ma che in questo momento mi pesano, assieme ad altri mille per il mio stato di persona impotente. Quando mi sento così mi sembra che il peso dell’umanità gravi sulle mie spalle, mi sento come se stessi espiando tutti i peccati del mondo… è la fase del “capitano tutte a me”. Il problema principale in questo momento è uno soltanto, non ne voglio parlare, ma è una cosa risolvibile, ma mi deprime la situazione che si è creata, perché mi fa sentire inadatta, stupida, aliena direi. Potrei benissimo smettere di fare questa cosa, ma mi è difficile perché mi dispiacerebbe, ma in questo momento è diventata dannosa per la mia salute mentale, destabilizzante per il mio stato emotivo, inadeguata a soddisfare i miei bisogni, non sto parlando di nessun tipo di droga o vizio o altro di dannoso. Non ne voglio parlare più di così. Perché mi deprime solo pensarci. Un altro problema è che mi sento molto sola, ma questo deriva dalla depressione, so di non essere sola in realtà, non sto cercando un fidanzato, ma non lo so, ho bisogno della gente, ma in mezzo a tutti mi sento così estranea, avrei bisogno degli amici, i miei amici, quelli di sempre, quelli BUONI, ma non tutti sono davvero buoni amici, spesso nelle amicizie si creano delle incomprensioni o si effettuano dei cambiamenti che anche se piccoli portano a significative incrinazioni dei rapporti…spesso per fatti esterni, spesso non mi riguardano nemmeno, ma io, da persona estremamente insicura e maledettamente gelosa ne risento, non sto cercando conferme di nessun genere, non sto aspettando che qualcuno mi venga a dire “Mary, sei importante, o ti voglio bene” sarebbe poco spontaneo, indotto dal mio bisogno di sentirmi terrestre e non proveniente da un buco nero lontano mille anni luce da qui, da me, da loro. Vorrei sentirmi importante, vorrei sentirmi completa, vorrei sentirmi più “normale” ma non posso, perché la mia diversità arriva dal mio passato che oserei definire “burrascoso ed estremamente travagliato”, io non posso essere normale, o standard, ma vorrei che la mia diversità non fosse considerata un difetto, dato che per me è un vanto non essere quel tipo di persona globalized che detesto e che non voglio diventare, anche se per molto tempo ho desiderato una vita più “normale” un po’ meno sopra le righe, invidiavo quelle persone semplici i cui problemi principali erano quotidiane futilità…ma ora forse ringrazio Dio di avermi reso quella che sono, di non avermi lasciata mai sola, di non avermi lasciato perdere quella parte di me che non pensa alle cazzate, di non aver lasciato che diventassi standard, non lo sono mai stata e non lo diventerò…per un certo verso io sono una ragazza come tutte le altre, ma ho bisogno di quel qualcosa in più che mi rende così diversa, senza quel brivido, quell’emozione forte, quella sensazione al limite, mi sentirei amorfa credo, come mi sento ora, credo…c’è una cosa che non mi piace di tutto ciò, il fatto che le persone, grazie ad un umorismo un po’ inopportuno (sono io ad essere troppo permissiva) fanno delle battute sulla mia persona che mi fanno sentire un po’ stupida, un po’ ignorante, un po’ idiota, insomma il mio essere diversa non sta nel fatto di essere meno intelligente di altri, non parlo dell’equazione di Maxwell, ma so benissimo cos’è, non parlo in linguaggio agreste ma so cos’è, spesso questo considerarmi fuori inteso come fuori dagli schemi viene frainteso, viene scambiato per un “essere idiota”, non so come spiegarlo, è una cosa che mi ferisce molto, pur non essendo molto permalosa, o almeno non lo do a vedere molto, a volte mi trovo in situazioni nelle quali mi sento a disagio perché vengo considerata una che ha idee del cavolo, tipo, dico la mia idea, o la mia opinione, non viene considerata buona al momento, perché la dico io, vengo contraddetta e dopo una settimana “avevi ragione” eh beh, io non sono quella che dice “te l’avevo detto” però delle volte lo vorrei davvero portare scritto su una maglietta! Credo che non venga dato il giusto peso alle mie parole (in questo caso non dico “sono solo parole” perché sono idee, opinioni, situazioni e persone che mi stanno a cuore, non sono solo parole), non ho la giusta considerazione, questo mi fa sentire impotente, e non mi piace, non mi piace per niente. Pregiudizi li definirei, ma su di me non credo abbiano senso. C’è chi cerca la mia approvazione, ma non ascolta quello che ho da dire, allora mi sembra che la sua ricerca sia a dir poco vana, voglio dire, parla con un muro, forse alle tue orecchie sembrerà di sentire quello che vuoi sentirti dire così almeno non offendi la mia intelligenza, di persona che sta li ad ascoltare, che ti da consigli, da te richiesti e ci guadagna solo un “ma no, non è così, hai torto, sei deficiente, non fare la scema, non dire cazzate” per vedere che a distanza di tempo toh…avevo ragione…ma pensa… io non voglio aver ragione a tutti i costi, ma non voglio nemmeno non essere presa in considerazione. Spesso ho la soluzione, lo so perché vedo persone che stanno affrontando adesso situazioni o problemi che io ho già affrontato, quale persona può dare un consiglio o un aiuto se non la persona che ha l’esperienza di esserci già passata? “eh ma è diverso, io no sono te” e lo spero bene, ma forse se mi ascolti e provi a fare ciò che ti dico magari…no eh…no. Non sono qui a dire che sono o mi sento superiore agli altri, anzi, per niente, visto che vedo in altre persone qualità che vorrei, ma cavolo sono stufa di questo essere considerata fuori che mi perseguita, ok, sono impulsiva, ok, mi piace divertirmi, ma non sono mica stordita… sto tentando di difendermi da attacchi involontari che subisco, le persone non lo fanno con l’intento di ferirmi, lo fanno e basta, e questo mi ferisce doppiamente… se solo pensassero che a volte ho anche io un cuore, che non sono la super dura che vedono (solo loro…) magari si potrebbe arrivare all’ipotesi, remota, che forse dal mio punto di vista non è così, che forse il modo in cui mi vedono si discosta dalla realtà, non dico dei fatti, ma dalla realtà dei miei sentimenti e delle mie opinioni… Negli ultimi due anni sono successe davvero tante cose, troppe, amicizie rovinate da stupide cattiverie gratuite, l’amore rinnegato per cause esterne, senza trovare un punto d’incontro, il falso amore vissuto per troppo tempo annullando tutto il mio essere, la malattia che ha avuto un bel peso in tutto, la ricaduta ed il trovarsi a dover rinunciare al proprio lavoro, alla propria vita, al proprio futuro, l’esaurimento (grazie Zeno, sei stato di grande aiuto), amici che appaiono e scompaiono, il trapianto, il ricominciare da zero (specialmente per i capelli), trovarsi fisicamente diversi con continui sbalzi di peso, desiderare di poter vivere, desiderare di uscire, desiderare di avere degli amici, trovarsi ad aspettare le 21 perché qualcuno sarebbe arrivato, scoprire di amare la propria madre che si prodiga in mille modi per riuscire a farmi mangiare, trovare qualità nascoste in alcune persone che non si sospettava avessero e che poi, una volta guarita hanno ben pensato di eliminare…ritrovarsi davvero soli in mezzo al niente, in mezzo ad un aridità di sentimenti e di interessi reali, sentirsi terribilmente diversi…potrei considerarmi una sopravvissuta, non ho ancora superato la cosa, ora sto meglio, ma non l’ho superata, mi trovo a dover rivalutare tutto quello che mi circonda perché c’è il rischio che la depressione porti ad un’altra ricaduta, ho paura di questo, perché non so se avrei di nuovo la forza di reagire come ho fatto, non so se stavolta riuscirei a sopravvivere all’inevitabile, ho paura davvero. Ho la tendenza a costruire sempre più barriere tra me ed il mondo perché ho paura, non di impegnarmi o di innamorarmi di qualcuno, ma di soffrire e di conseguenza ammalarmi di nuovo. Già soffro con gli amici, figuriamoci con un fidanzato, mi nascondo dietro la scusa “non sono pronta” in realtà è che ho paura di dover ricominciare una via crucis infinita e ritrovarmi per l’ennesima volta al punto di partenza. Mi volto e guardo indietro e vedo grandi errori, grandi sofferenze, ma anche grandi momenti di gioia, grandi incontri, grandi amori, sono una persona che ha sbagliato molto…ma ho tanto amato fino ad esaurirmi…ho paura di farlo di nuovo, ho paura di cadere di nuovo nello stesso baratro, questo spiega anche il motivo per cui vedo praticamente sempre le stesse persone, mai nulla di nuovo, sempre gli ex con cui ricomincio storie che poi non porto avanti, perché li so gestire, perché un amore nuovo o un amicizia nuova mi trova impreparata e questo mi renderebbe insicura e di conseguenza più vulnerabile…quindi più esposta a rischi di sofferenze e malattia che non voglio correre, non posso continuare a vivere sotto le mie maschere, le mie paure, le mie molteplici campane di vetro…prima o poi dovrò uscirne, prima o poi incontrerò qualcuno che mi trascinerà fuori di qui…spero che arrivi tardissimo quel momento…questo è il mio problema, ho paura della morte, perché ci sono stata molto vicino, firmando l’autodimissione, nei 20 giorni in qui sono rimasta a casa ho rischiato di morire (una cosa che non ho mai detto a nessuno, ma è così, la dico tanto per far capire che non lo sto dicendo perché lo considero molto melodrammatico o teatrale,o una frase d’effetto, ma perché è la verità), sono stati i 20 giorni peggiori della mia vita, e di tutti quei giorni non ricordo granchè, solo che arrivavo a fine giornata con la sensazione di essere malata da sempre e di non poter guarire mai. La ricaduta della malattia l’ho avuta a settembre dello scorso anno, causata da un indebolimento del sistema immunitario…la causa? Lo stress ed il recente esaurimento nervoso, la causa dell’esaurimento? Una grandissima sofferenza da abbandono del tetto coniugale…eh già, il mio ex, con il quale convivevo, ha ben pensato di mollarmi e partire per un mese, i suoi amici hanno fatto di tutto per farci mollare,la mia migliore amica ha ben pensato di sparire, e la mamma del mio ex mi odia tutt’ora per non si sa quale motivo…e te credo che una si esaurisce..no? e ora mi sento dire che sbaglio ad aver paura di impegnarmi, io non ho paura di impegnarmi, ho il terrore di morire grazie a qualche bastardo figlio di puttana che mi spezzerà il cuore, io non mi innamoro, perché ho paura, non mi lascio andare completamente perché divento vulnerabile, non do la possibilità alle persone di conoscermi per come sono realmente perché così facendo darei loro la possibilità di colpire nei miei punti deboli, non posso farlo. Non posso permettermi di star male ancora. Mi nego la possibilità di vivere quella cosa meravigliosa che è l’amore, ma perché non posso farlo… e mi sento dire una miriade di sciocchezze su determinati problemi che hanno fidanzati e non… cosa rischia una persona “normale” che non sono io, vivendo una storia d’amore che magari finisce male? Rischia di soffrire per un mese o due…rischia di vivere, di innamorarsi di nuovo, di avere dei figli, di poter avere una carriera, di poter fare sport, di vivere una vita al 100% delle proprie capacità e delle proprie aspettative…un mesetto di lacrime e poi passa…io un mesetto di lacrime non me lo posso nemmeno permettere, oltre al fatto che non piango mai…da troppo tempo forse, sono diventata invulnerabile ad alcuni aspetti della vita. Ma ci sono cose che mi fanno ancora soffrire…l’indifferenza, i pregiudizi, la poca costanza delle persone, l’egoismo, il fatto che tutti pretendono e pochi danno…soffro. Inevitabilmente soffro. 11 juni BEING IMPORTANTSpesso sentiamo di avere bisogno di essere importanti per qualcuno, crediamo che piacendo agli altri di conseguenza riusciamo a piacere di più a noi stessi, sentiamo il bisogno di avere a fianco persone che ci diano la forza di essere noi stessi… ma forse non ci rendiamo conto che per sentirci importanti dobbiamo almeno tentare di esserlo, senza dare per scontato nulla, per avere al nostro fianco una persona che ci dia la forza di essere importanti, dovremmo almeno dare in cambio qualcosa…non so, affetto, stima, sincerità, costanza, elogi al momento giusto…allora potremmo almeno pensare di essere importanti per qualcuno, bisogna “addomesticare” le persone e farsi addomesticare da loro, così riusciremo a capire quando siamo importanti per qualcuno… abbiamo bisogno che la gente ci cerchi…solo perché abbiamo bisogno del loro sostegno, ma se non facciamo in modo di essere indispensabili per gli altri non possiamo pretendere di sentirci importanti…sbaglio? Credo che spesso si compia l’errore di pretendere di avere determinate attenzioni senza essere disponibili a riceverle…insomma, se si allontanano le persone è difficile che queste ci cerchino…no? Se si costruisce un rapporto di amicizia basato su battute, scherzi ed uscite insieme, senza scendere sul personale-introspettivo, credo sia difficile che quel nostro amico ci chiami quando ci vede un po’ giù…no? Certo che il “buon amico” per definizione è tale se si accorge che siamo giù e ci cerca e si rende disponibile ad ascoltarci e sostenerci…ma non tutti sono “buoni amici”. I buoni amici sono pochi, molto pochi, sono quelli che non criticano e che non ti fanno sentire idiota, sono quelli che ti stimano e che ti considerano una persona migliore di quanto tu creda di essere, il buon amico è saggio e non dice cose che ti possono ferire, non si lamenta di te e non forza le tue scelte, il buon amico condivide le sue esperienze con te in qualunque modo, non se la tira perché lavora in un settore che sa che ti piace e sa che tu non ne potrai far parte…il buon amico non tira pacchi, il buon amico c’è sempre, al tuo compleanno, a natale, a pasqua, alla laurea, al tuo matrimonio e al tuo funerale, il buon amico vive in simbiosi, è felice per te e non ti dice che ti detesta perché ti sei innamorato e lui no, se stai male, sta male con te, il buon amico non ti dice te l’avevo detto, ti incoraggia a non cadere nello stesso errore. Il buon amico non ti considera solo una persona, ti considera per quello che sei, ovvero un persona fantastica che gli vuole bene nonostante tutto. Purtroppo i buoni amici sono molto pochi, esistono gli amici, quelli che pesano ogni parola e se la prendono per cazzate che non si vogliono togliere dalla testa…sono solo parole…gli amici, quelli NORMALI sono così, hanno alti e bassi e sono scostanti, chiedono di essere ascoltati ma poi non sanno ascoltare perché troppo presi dai loro problemi, o addirittura non te ne parlano nemmeno e danno soluzioni, spacciandole per opinioni, che non hai chiesto, gli amici abbandonano, feriscono e parlano a vanvera, ma sono comunque amici, non vanno biasimati, ma la differenza tra amico e buon amico c’è, e si vede, e si sente, e ci fa pensare, come trasformare un’amicizia in una buona amicizia? Con costanza ed impegno, che ci sono già, ma allora non è l’amicizia da trasformare ma l’amico…ma l’amico vuole diventare un buon amico o crede di esserlo già? Sono solo supposizioni, sono solo idee, sono solo parole… Vorrei sentirmi importante..vorrei che le persone che per me sono importanti mi facessero sentire tale, vorrei che la mia opinione venisse rispettata, vorrei essere presa sul serio, pur non essendo una persona NORMALE, vorrei che le mie idee non venissero considerate prive di logica o senso, ricordo che sono una persona molto impulsiva, e la mia normalità è diversa dalla vostra, vorrei che per una volta venissi apprezzata come merito, senza falsi complimenti, che non ricevo per altro, senza troppa razionalità, senza troppa stupidità…possibile che il mio essere me stessa non sia preso sul serio? Possibile che mi si veda solo come un pagliaccio? Non mi piace questo Ma alla fine sono solo parole… SOMETIMESA volte si pensa a qualcosa che non si ha più, a volte si vorrebbe condividere qualcosa con qualcuno troppo lontano, a volte si hanno solo desideri…a volte sono solo parole…
I wish you were here tonight with me to see the northern lights I wish you were here tonight with me I wish I could have you by my side tonight when the sky is burning I wish I could have you by my side
cause I've been down and I've been crawling won't back down no more
can't you stop the lies falling from the skies down on me, I'm still standing can't you roll the dice, I might be surprised conscience clear I'm still standing here
burns like a thousand stars, though you're light years away burns like a thousand stars or more
you're up there, you're always with me smiling down on me
it's something sacred, something so beautiful something quiet to ease my mind when the pressure's taking me over and over
cause I've been down and I've been crawling pushed around, always falling you're up there, you're always with me smiling down on me
06 juni UTILE E FUTILESe… due lettere per un parola così futile Il futuro è come argilla da modellare giorno dopo giorno, ma il passato è roccia, immutabile pietra… Erase and rewind, cancella e riavvolgi, torna indietro e cambia le cose… E se… E se le mie scelte fossero state diverse? E se non avessi incontrato determinate persone? E se quella volta non avessi detto certe parole? E se… Quante volte mi chiedo come sarebbe la mia vita se non avessi seguito questo cammino così difficile, così ripido, così scosceso… quante volte vorrei cancellare il passato per vivere meglio, quante volte vorrei aver saputo tacere al posto di dire cose di cui mi sono pentita, quante volte avrei voluto aver detto di no, quante volte avrei voluto saper scegliere con saggezza e la consapevolezza che il mio futuro avrebbe potuto dipendere da quel momento così importante… Invece io sono menefreghista per natura, non mi preoccupo del domani, vivo il momento, l’ho sempre fatto, illudendomi di poter cambiare un giorno, costruendo il mio futuro su situazioni instabili, su scelte che sapevo fossero sbagliate, su basi che non mi potevano sostenere… Impulsiva, sempre, troppo, se voglio una cosa la devo ottenere, se decido, chissà perché, che in un determinato momento io DEVO fare qualcosa, la faccio, se voglio ottenere qualcosa mi prodigo per ottenerla…senza pensare, senza razionalità, senza logica, inventandomi piani che fanno acqua da tutte le parti per dimostrare che ci ho pensato, per cambiare idea il giorno dopo… È un po’ come essere o non essere…un giorno sono, un giorno non sono…cogito ergo sum…cazzate, io sono, poi penso… Oggi come sono? Sono o non sono? Non sono un cazzo di niente, non sono un cazzo di nessuno, non voglio che la gente mi cerchi, non voglio che mi considerino per quella che non sono, non voglio essere quella che loro vogliono che sia, non sono un bel niente, voglio solo essere io, soltanto io. Con la mia testa, con i miei desideri, con i miei cuori infranti (ogni volta il cuore muore e se ne genera un altro, così ci si ritrova con mille cuori infranti ed un dolore insopportabile), con i miei problemi, con la mia voce che parla parla parla e parla, con la mia musica che mi gira in testa, una melodia che sento solo io, con il mio pc e le mie parole scritte velocemente senza riflettere, con i miei brain stormings, con le mie voglie, con le mie passioni, con i miei sogni…solo io. Non quella che vuole parlare, tanto sono solo parole, non quella che sa ascoltare, tanto sono solo parole, non quella che ha sempre la battuta pronta, sono solo parole…non voglio essere quella considerata “fuori” i cui consigli non vengono mai seguiti perché sono “fuori” però poi si dimostrano l’unica strada da seguire, non voglio essere quella che tanto cosa parli a fare, non voglio essere quella che “oh è troppo simpatica” , non voglio essere quella che “ma tu hai un carattere forte”, non voglio essere quella che “tanto non hai mai fatto una bega nella tua vita”, non voglio essere quella che “se vabbè, tu parli”. No. Sono stufa e strastufa di sentire cazzate, di sentire persone che si lamentano di problemi che non esistono, di sentire lamentele oltre misura per puro orgoglio spaziale, sono stufa di tutto quello che mi circonda e mi fa star male, sono stufa di vedere gente che si perde in inutili sciocchezze, sono stufa della gente che ha tutto e si lamenta in continuazione di quello che non ha, sono stufa di sentire gente che si parla addosso perché fa figo avere qualcosa da dire (mmm credo che si contino sulle dita le persone che hanno qualcosa da dire) sono stufa e strastufa e arcistufa di vedere che qualsiasi mia opinione-decisione-desiderio venga messo in dubbio…oh ma saran pure fatti miei o no? E che palle… Mollatemi due minuti…solo due…. Son stufa della gente che ha paura di chiedere per sapere e preferisce fare piazzate (me ne aspetto una a breve tra l’altro, o forse due..lo so già), sono arcistufa di essere sospettata di chissà che…eh…e che palle, volete la verità? E allora venitemela a chiedere no? Sbaglio a pensarla così? Forse sono un pochino in down stasera, o forse mi son sul serio rotta il cazzo della gente che non capisce… possibile che non ci si renda conto dell’importanza di una singola vita? Anzi, l’importanza della vita…la vita vera non è perdersi in acquisti di bijoux, abitini griffati, profumi trendy e mascara che fanno l’occhio pantera, la vita non è conoscere il vip o farsi offrire da bere da chissà chi, la vita non è sognare di diventare una velina e sposare un calciatore… vedere ogni cosa come un fallimento personale…ma no…ma che palle tutto sto pessimismo…credi di aver fallito? Ok, bene, costruisci sulle macerie qualcosa che duri nel tempo, non tentare di salvare il salvabile, non serve a nulla, ma impara a ricostruire imparando dagli errori… Diamoci una ripulita da tutto il surplus di tendenza che ci siamo impiastricciati addosso, “ma ho bisogno di tutto perché mi fa sentire meglio” , sono cazzate, la sostanza è buona, ma il pacchetto fa schifo…dimentichiamo tutto quello che abbiamo visto in tv e che ci ha fatto pensare che magari imitando il look casual-chic o fashion di un vippino qualunque magari fa in modo che la gente ci apprezzi di più…ma basta, sono stronzate…sono grandissime stronzate confezionate molto bene per altro…quello che ogni singola persona racchiude dentro di se è molto più importante di un paio di scarpe jimmy choo o una borsetta gucci…ogni singolo individuo nel mondo ha ricevuto un dono, un preziosissimo dono, che è la vita…smettiamo di farla a brandelli e buttarla nel cesso, abbiamo la capacità più grande e più bella che esista, tutti noi, abbiamo la capacità di saper amare, nonostante le sofferenze, nonostante le avversità (è dura la vita quando rompi un tacco), sappiamo donare il nostro cuore per aprirci e ricevere il cuore di un’altra persona..cosa c’è di più importante? Cosa c’è di meglio? Cosa ci rende più felici? Stare con una persona che non amiamo nella speranza di un giorno riuscire a non disprezzarla solo perché ci può mantenere? Ma stiamo scherzando? Non credo che qualcuno si sia dimenticato il primo bacio, il primo amore, quello che da adolescenti ci faceva battere il cuore, ed il primo amore maturo, con la consapevolezza di poter costruire un futuro con qualcuno…i momenti di amore sono quelli che conserviamo dentro di noi, lontani dalla gente, lontani dal rumore, lontani dal caos di questo mondo che va a rotoli…sono i ricordi a noi più cari….allora…smettiamo di renderci la vita un inferno continuando a predicare che single è bello…smettiamo di precluderci la possibilità di essere felici, smettiamo di vivere oltre una cortina di ferro per tenere lontani gli altri…tutti hanno sofferto, e tutti sanno ricominciare, basta volerlo…la vita è questo, la vita è saper amare, è saper essere felici, è sapersi regalare momenti di grande gioia e saperli condividere. La vita è saper dimostrare ad un amico quanto sia importante, saper dire ti voglio bene o mi hai ferito senza timori, senza orgoglio inutile e stupido, saper ammettere di aver sbagliato. La vita è avere la consapevolezza di se stessi e del nostro valore, ogni singola persona è un sole attorni al quale girano innumerevoli pianeti, vicini e lontani, stelle luminose e non…abbiamo una grande energia dentro di noi, abbiamo la forza ed il coraggio di vivere in questo mondo devastato dalla guerra e dalla sete di potere, abbiamo la possibilità di stare bene, senza inutili pseudo esilii perché pensiamo che stando da soli riusciamo a capire noi stessi, iniziamo a vivere! A vivere e saper vivere! Basta con frivole stupidaggini, basta con gadget che BISOGNA avere perché quest’anno mi sono troppo IN…basta perdere tempo ed energie in qualcosa in cui non crediamo… Ragazzi TAKE IT EASY!!!! Chi non ha nulla vive meglio di noi…ma va? E se… E se domani l’Italia venisse bombardata da una nazione x? Come sarebbe la nostra vita? Quale sarebbe il valore che le attribuiamo? E se domani ci diagnosticassero una malattia e un solo anno di vita? Come lo passeremmo? Quali sarebbero i valori a cui daremmo più importanza? Quali sarebbero le nostre priorità? E se… Cominciamo a farci delle domande… 01 juni MENTALITA' BIGOTTA E RAZZISMO GRATUITOOggi, a 4 giorni dal mio ritorno dalla Tunisia, sono stata accusata dai miei nonni, che erano in vacanza con me e mia mamma, di averli fatti vergognare, perché per tre volte l’animatore arabo ha pranzato con noi. La mia domanda è: sono loro che si devono vergognare del mio comportamento per aver pranzato con una persona di razza e cultura diverse dalla mia, o sono io che mi devo vergognare della loro stupidità e del loro razzismo gratuito? Sono molto dispiaciuta di ciò, in quanto davo per scontato che i miei nonni, dopo aver fatto per 3 volte il giro del mondo ed aver visitato tutti i paesi con un background culturale diverso dal nostro, fossero di mentalità un attimino più aperta, o per lo meno che fossero educati… Allora secondo loro io sono una troia, e quel povero ragazzo ha la gravissima colpa nei loro confronti di essere Arabo…mica lo ha scelto lui di nascere li…o sì? Adesso io non sono qui a spezzare una lancia a favore di un animatore che probabilmente non rivedrò mai più o di un popolo che qui da noi è tanto odiato, vorrei capire cosa spinge una persona a dire determinate cose offensive specialmente senza conoscere minimamente i fatti. Son andata a casa dei miei nonni per chiarire questa cosa, visto che avevano sentito voci sul fatto che io sarei ripartita lunedì, ovvero tra tre giorni, certo, ho detto che mi piacerebbe partire, ma non ora, ne tanto meno lunedì…a casa loro risono sentita rinfacciare determinate cose offensive nei miei confronti dicendo e ribadendo “quello stronzo di un arabo!” (lo avrà detto almeno 15 volte mio nonno) ma dico io, ero in un villaggio con animazione italiana e tunisina, il 90% della clientela era over 60, scusate se mi son presa la libertà di “fare amicizia” con gli animatori visto che erano gli unici della mia età…quello stronzo di un arabo…eh già…dio mio, sono letteralmente basita da tutto ciò… Io capisco che attualmente il problema del terrorismo islamico ci faccia pensare che forse la loro mentalità è diversa dalla nostra, ci porta ad essere ovviamente diffidenti…ma ragazzi, ero in Tunisia, mica in Afghanistan, è musulmano ma mica integralista, fa l’animatore mica il kamikaze, cioè non è una cellula dormiente dell’esercito di Bin Laden… per carità, lo conosco da una settimana, ma che minchia può fare? Un attentato al capo villaggio? Ma dai… capisco perfettamente che ci sia un minimo di dubbio, ma non si può fare di ogni erba un fascio! Ok, mio nonno è tuttora fascista, ok, è stato in prigionia ad El Alamein…ma era prigioniero di guerra inglese, mica Tunisino, e poi era in Egitto…mah…non capisco sul serio. O sono io che sono troppo “liberale” oppure mi sa che sono loro ad essere un po’ bigotti…un po’ solo eh…sono davvero basita! Cavolo io sono razzista con tutti gli extracomunitari che vengono qui, perché la maggior parte di loro finisce a rubare, spacciare, nel giro della prostituzione ecc…ma questo accade anche per colpa nostra, non diamo la colpa agli immigrati, fanno i lavori che noi non vogliamo fare, tipo concerie, specialmente qui nel vicentino, e noi italiani ci lamentiamo del fatto che portano via il lavoro a noi che siamo disoccupati, beh certo, ma se non abbiamo voglia di lavorare e alcuni lavori non li vogliamo fare perché li consideriamo degradanti…ci credo che li farà qualcun altro..no? purtroppo la nostra società ci impone un determinato comportamento nei confronti dell’islam, specialmente dopo l’11 settembre, ma non ci sembra di esagerare un po’? io non voglio dire “ccogliamo a braccia aperte tutti gli immigrati clandestini che arrivano qui ad aumentare il tasso di criminalità già alto in Italia, ne tanto meno dico convertiamoci tutti alla religione musulmana” ma porca miseria, stiamo parlando di tolleranza e soprattutto educazione, specialmente se ci si trova nella condizione di essere ospiti in un altro paese, come capita a tutti noi…quanti di voi sono stati a Sharm El Sheik, o in Tunisia o al Cairo, o in un qualsiasi paese straniero dove la maggioranza della popolazione è islamica? Quante volte abbiamo fatto le vacanze Low Cost in quei paesi? Certo, portiamo turismo e ricchezza, grazie a noi “turisti” loro lavorano di più ed il tasso di disoccupazione diminuisce ogni anno grazie alle nuove zone turistiche in costante crescita. Ma mi chiedo perché a noi è concesso, o meglio ci prendiamo la libertà di “invadere” il loro paese per una o due settimane all’anno e pretendiamo di avere quello che abbiamo qui, lo stesso cibo, la stessa mentalità e la stessa cultura? Perché pretendiamo che tutti studino l’italiano e noi non riusciamo a pronunciare nemmeno mezza parola di arabo? Perché abbiamo solo pretese e quando siamo all’estero ci fanno pena i bambini ai quali facciamo n pseudo carità con caramelle o 1 dinaro (65 cent) e qui in italia li guardiamo con deferenza e li insultiamo? Non credo di essere una persona che abbia qualcosa da insegnare in merito a tolleranza o razzismo, anzi, ho solo da imparare da questa esperienza, solo che mi sono resa conto che le diversità che spesso noi vediamo nelle altre culture, specialmente quando siamo in Italia, non siano da denigrare, anzi credo che ci sia qualcosa da imparare dalla loro cultura e dalla loro mentalità… Io sono italiana, ma in questi giorni, e soprattutto la scorsa settimana all’estero, mi vergogno di esserlo. Giuro, mi sono vergognata di essere io, per prima, razzista e bigotta. Il ragazzo che ha subito a distanza una miriadi di insulti da mio nonno si chiama Rihab, è un animatore per la Fram, un tour operator francese che da lavoro ad una miriade di tunisini nei villaggi turistici, li solo per farci divertire, pagati una miseria. Rihab…l’ho conosciuto il primo giorno, ovviamente, istruttore di tiro con l’arco, io adoro fare tiro con l’arco, così tra una freccia e l’altra ho avuto modo di parlaci parecchio, (lui parla benissimo l’italiano), e di fare amicizia, i primi giorni ero un po’ diffidente, pensavo “ma va, è arabo”, poi parlandoci sempre di più mi sono data della scema un milione di volte, ho avuto la fortuna e direi l’onore di conoscere un ragazzo incredibile, pieno di vita, simpatico, con mille argomenti, serio, che non ha nulla da invidiare ai ragazzi che ho conosciuto qui, la sua diversità sta solo nella religione, ha una mentalità che molti definiscono occidentalizzata, ma io preferisco pensare che sia un ragazzo come noi, come voi…che cos’ha di sbagliato? Abbiamo pranzato e cenato insieme spesso durante il mio soggiorno, e devo dire che non ho trovato in lui la malvagità che noi associamo agli arabi, non ho visto in lui la mente criminale o terrorista che per stupidità colleghiamo al mondo islamico…non sono tutti terroristi o kamikaze…è un ragazzo con un passato di sofferenze, anche amorose, come tutti noi, una persona cresciuta a contatto con la gente, con un istruzione degna di nota, che parla correttamente 4 lingue (noi spiccichiamo a malapena due o tre frasi in inglese…the pen is on the table, the dog is brown, my car is red, e qualche frase che ci inventiamo tentando di cantare ai concerti…) che cos’ha meno di noi? Ho trovato, invece, che lui abbia qualcosa in più rispetto a noi, sto parlando di rispetto, sto parlando di una persona che sa relazionarsi con persone di razza e cultura diversa, sto parlando di una persona che non è razzista, al contrario di noi…dio mio…si può essere così bigotti? Siamo nel 2007, in Italia, nelle scuole materne e superiori siamo circondati da studenti di ogni razza, cultura e religione, noi facciamo viaggi all’estero, erasmus ecc per imparare le lingue, e ci meravigliamo delle diversità culturali di alcuni paesi? Allora perché una ragazza spagnola o tedesca se viene in Italia a studiare è una super corteggiata, super simpatica e viene subito integrata nel gruppo di conoscenze che la circondano e se invece viene qui un ragazzo o una ragazza di origine araba viene declassato e trattato come un paria o un lebbroso? Siamo noi ad essere diversi, perché la nostra stupidità ci porta ad assumere un atteggiamento idiota, sentendoci superiori…com’è? Hitler predicava la superiorità della razza ariana e noi stiamo qui a pensare che noi italiani siamo migliori di altri popoli da cui avremmo solo da imparare…che vergogna, un tempo la pensavo anche io così, poi grazie a Dio ho capito…siamo noi i diversi…siamo noi che non capiamo, siamo noi che nella nostra ignoranza non accettiamo le diversità…ma siamo noi a crearci tutto questo disagio per niente…ora basta. Vorrei sapere se sono l’unica che la pensa così…è un argomento che mi sta molto a cuore… |
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